Attività fisica specifica per le donne operate per un carcinoma mammario
Tornare a sentirsi bene e recuperare al meglio dopo una diagnosi e un intervento di rimozione di carcinoma mammario richiede il passaggio di due fasi consecutive e determinanti:
Riabilitazione post-intervento con il fisioterapista specializzato in ambito oncologico.
Esercizio fisico per l'aumento dell'aspettativa di vita con il trainer specializzato in ambito oncologico.
Gli studi scientifici sono molto chiari: chi si allena di più vive di più e meglio.
Il mio fine come fisioterapista e trainer oncologico, per la paziente che ha subito un intervento al seno dopo una diagnosi oncologica, è permettere alla donna di praticare esercizio fisico costante e di vivere la propria vita in modo libero, senza limitazioni articolari, senza dolori e in modo soddisfacente.
Gli obiettivi della riabilitazione dopo un intervento al seno per carcinoma mammario
Sono fisioterapista e trainer oncologico, inoltre sono referente del team di fisioterapisti e di trainer oncologici del Prime Center dell'Istituto Oncologico Romagnolo, nei seguenti video ho spiegato le fasi della riabilitazione dopo l'intervento di rimozione di un tumore al seno.
Tumore al seno: le fasi riabilitative con il fisioterapista specializzato in ambito oncologico
Il percorso di riabilitazione dopo la rimozione di un tumore al seno si basa su sei punti consequenziali:
1. trattamento del dolore
2. recupero della funzionalità e mobilità dell’arto superiore
3. trattamento delle cicatrici
4. educazione all’automassaggio
5. trattamento e gestione del linfedema se presente
6. esercizio fisico terapeutico
Riabilitazione post intervento al seno: prima puntata
In questa sezione ci concentriamo sui primi due punti fondamentali:il trattamento del dolore e il recupero della funzionalità dell’arto superiore.
Step 1. Trattamento del dolore
Il primo obiettivo del percorso riabilitativo è l’eliminazione del dolore. Il dolore può manifestarsi a livello della spalla, dell’ascella, del seno, del braccio oppure in zone più distanti come scapola, tronco o altre aree del corpo.
Diventa quindi fondamentale trattare il dolore attraverso la fisioterapia, così da permettere alla persona di proseguire in modo efficace con le fasi successive del percorso riabilitativo.
Step 2. Recupero della funzionalità dell’arto superiore
Una volta ridotto o eliminato il dolore, si lavora sul recupero della funzionalità e della mobilità del braccio, migliorando il range di movimento dell’arto superiore.
La spalla e il braccio devono tornare a funzionare in modo completo e ottimale, come prima dell’intervento, se non meglio.
In particolare, il braccio deve poter:
alzarsi sopra la testa per raggiungere oggetti
muoversi dietro la schiena, ad esempio per slacciare il reggiseno
permettere tutte le attività della vita quotidiana
Non devono esserci limitazioni nei movimenti: il braccio deve consentire azioni come prendere in braccio un bambino o sollevare una cassa d’acqua in modo libero e sicuro.
Riabilitazione post intervento al seno: seconda puntata
La riabilitazione dopo un intervento di rimozione del tumore al seno prevede vari punti.
Oggi vediamo il terzo e quarto punto, quello del trattamento delle cicatrici e dell'educazione all'automassaggio.
Step 3. Trattamento delle cicatrici dopo un intervento al seno
Le cicatrici possono dare delle problematiche, come fastidio, sensibilità alterata o addirittura dolore e tensione.
Diventa molto importante eliminare le aderenze, qualora siano presenti, lavorare quindi su queste problematiche in modo da ridare libertà alle zone interessate e sentirsi meglio.
In particolare, quando si tratta di una quadrantectomia, diventa molto importante lavorare sulle cicatrici, anche quelle interne che possono dare aderenza, per dare al seno una forma migliore e una sensibilità di libertà maggiore, di comfort e di benessere.
Altrettanto quando viene posizionata una protesi, in quanto vengono trattate le cicatrici e viene mobilizzato il seno, perché il seno, nonostante il posizionamento di una protesi, deve essere assolutamente mobile e confortevole.
Chiaramente tutto dipende dal tipo di protesi che è stata messa, dalla grandezza e da altri parametri.
Ma in generale l'obiettivo finale è sentirsi bene.
Il seno deve avere una forma piacevole per la donna, naturale, non deve dare alcun tipo di fastidio ed è quindi molto importante lavorare sulle cicatrici.
Step 4. L'importanza dell'automassaggio dopo un intervento al seno
Oltre al lavoro che svolge il fisioterapista, c'è poi l'automassaggio e l'educazione all'automassaggio, per rendere la paziente indipendente.
Questo permette alla donna di svolgere un lavoro autonomo che può velocizzare il percorso fisioterapico, ridurre i tempi di riabilitazione e fornire informazioni e conoscenze che rimarranno nel tempo.
Queste competenze potranno essere utilizzate in futuro qualora dovessero comparire piccoli fastidi o lievi dolori.
Riabilitazione post intervento al seno: terza puntata
La riabilitazione dopo la rimozione del tumore al seno prevede sei punti fondamentali.
In questo approfondimento vedremo il quinto e il sesto punto, che riguardano la gestione e il trattamento del linfedema e l’esercizio fisico terapeutico per arrivare a una piena funzionalità dell’arto superiore.
Step 5. Gestione del linfedema nella fisioterapia oncologica
Quando è presente il linfedema è fondamentale gestirlo e ridurlo attraverso la fisioterapia oncologica.
Il gold standard del trattamento è rappresentato da infodrenaggio manuale, bendaggio elastocompressivo e utilizzo della guaina elastica.
Il Linfodrenaggio deve essere eseguito da un fisioterapista specializzato e difficilmente può essere effettuato quotidianamente sempre.
Per questo motivo è fondamentale l’educazione della paziente alla gestione autonoma del linfedema.
Il linfedema è una patologia cronica che non può essere guarita ma deve essere gestita nel tempo. Il primo obiettivo della fisioterapia oncologica è evitare che il linfedema peggiori.
L’attività fisica e l’esercizio terapeutico, come il Nordic Walking con guaina, sono fondamentali per ottenere risultati nel tempo. Grazie al movimento è possibile favorire la riduzione del linfedema e migliorare la qualità di vita.
Step 6. Esercizio fisico terapeutico e recupero funzionale
Il sesto punto della fisioterapia oncologica riguarda l’esercizio fisico terapeutico per recuperare forza e funzionalità.
L’esercizio coinvolge non solo la spalla e la zona del petto, ma anche addominali, diaframma e pavimento pelvico.
L’obiettivo è ottenere un controllo completo del corpo con il supporto del trainer terapeutico.
L’esercizio fisico è uno degli strumenti più efficaci per aumentare l’aspettativa di vita e ridurre il rischio di recidive.
La fisioterapia oncologica permette di tornare a usare il braccio operato senza limitazioni.
Questo consente di vivere una vita soddisfacente, attiva e senza rinunce.
Dicono di me come Fisioterapista e Trainer Oncologico
Di seguito il racconto di come si sono trovate le persone che si sono affidate a me per un percorso di recupero fisico e benessere sia in ambito oncologico che di esercizio fisico per i propri obiettivi.
Puoi leggerle cliccando qui oppure leggendo di seguito:
Vorresti sapere come recuperare al meglio dalla tua patologia oncologica? Scrivimi a info@personaltraineradomicilio.it per un parere sul percorso ideale
Gli obiettivi dell'esercizio fisico dopo un intervento al seno per carcinoma mammario
L'esercizio fisico è determinante per i seguenti vantaggi:
1. Aumento dell'aspettativa di vita.
2. Riduzione del rischio recidive.
3. Riduzione del rischio linfedema.
4. Riduzione degli effetti collaterali delle cure oncologiche.
5. Eliminare la fatigue, ovvero la stanchezza cancro correlata.
6. Controllare il peso.
7. Azione antidepressiva.
1. Aumento dell'aspettativa di vita
Le evidenze scientifiche mostrano chiaramente che chi si allena di più ha una aspettativa di vita superiore. Secondo un recente studio, le donne che praticavano esercizio fisico presentavano una riduzione del rischio di morte pari a:
5 MET/h (3 ore a settimana di esercizio fisico leggero): -22%.
10 MET/h (3 ore a settimana di esercizio fisico moderato): -43%.
20 MET/h (6 ore a settimana di esercizio fisico moderato): -59%.
30 MET/h (3 ore a settimana di esercizio fisico intenso): -69%.
Oltre 65 MET/h (1 ora al giorno di esercizio fisico intenso): -108%.
Le linee guida indicano come obiettivo il raggiungimento e, quando possibile, il superamento dei 10 MET/h, equivalenti a 3 sessioni settimanali di un'ora di attività fisica moderata.
Per attività fisica moderata si intende, ad esempio, una camminata a passo molto veloce e costante. Non va confusa con un'attività classificata "leggera", che corrisponde invece a una camminata a passo di media velocità.
Come trainer oncologico e fisioterapista, mi occupo di creare programmi di esercizio fisico terapeutico e preventivo personalizzati, con l'obiettivo di tornare a sentirsi bene, aumentare l'aspettativa di vita e migliorare la qualità di vita.
Progetto Salute in Rosa©
Programma di allenamento di gruppo per il miglioramento del potenziale motorio, l’allenamento generale e la riedu-cazione funzionale della spalla per le donne operate per carcinoma mammario.
Ho ideato questo programma come Fisioterapista e Personal Trainer nel 2017: prevede l’utilizzo di bastoncini professionali da Nordic Walking ed esercizi a corpo libero e con piccoli attrezzi, studiati espressamente per il miglioramento delle problematiche presenti nelle donne operate al seno.

Il programma Salute in Rosa © è un protocollo di esercizio fisico che offre vantaggi sia a livello fisico che a livello mentale.
A livello fisico: miglioramento della coordinazione, del controllo motorio, dell’equilibrio, della resistenza cardio-vascolare, della tonicità muscolare, della mobilità articolare. Ridurre il linfedema dell’arto operato e la funzionalità articolare della spalla.
A livello psicologico: aumento della fiducia in se stessi e nelle proprie potenzialità, spinta alla socialità contrastando l’isolamento con l’attività di gruppo, maggiore libertà mentale derivante dall’attività all’aria aperta e approccio alle problematiche fisiche specifiche da un altro “punto di vista”.
Progetto Salute in Rosa© di Danilo Ridolfi
L’attività fisica ha un ruolo determinante nella prevenzione dei tumori al seno e una funzione protettiva sul fisico per le donne che seguono cure oncologiche.
Gli studi scientifici dimostrano che già da un minimo di 3 ore di attività fisica moderata a settimana si riduce il rischio di recidive e questo rischio si riduce in modo costante all’aumentare della quantità di esercizio fisico svolto settimanalmente.

Superata la fase post-operatoria e quella riabilitativa iniziale possono presentarsi o divenire croniche problematiche che vanno dal semplice dolore, al deficit motorio, alla scapola alata, al linfedema.
Dopo un prima fase svolta con il fisioterapista, è importante tornare ad un’attività fisica completa e costante, valutando le limitazioni dell'arto supe-riore e della spalla identificando una strategia motoria idonea e personalizzata.
Dalle operazioni più piccole e conservative a quelle più invalidanti il Nordic Walking è una risorsa utilissima per mi-gliorare l'autonomia motoria e ridurre in modo deciso le complicanze post-chirurgiche.
Il Nordic Walking, grazie al movimento oscillatorio del braccio e l'utilizzo della muscolatura dell'avambraccio per il ciclo apertura-chiusura della mano, permette di migliorare notevolmente uno dei problemi più frequenti: il linfedema.
Grazie al Nordic Walking è possibile recuperare la funzionalità dell'arto superiore e ridurre l'accumulo cronico di liqui-di a livello interstiziale, ritrovando una dimensione più “naturale” e una maggiore sensazione di libertà e “leggerezza” nella quotidianità di tutti i giorni.

I vantaggi sul fisico si sommano a quelli psicologici dell’aumento della “self-efficacy” ovvero la capacità di “sentirsi abili” a svolgere un compito.
Muoversi meglio, ed essere in grado di compiere esercizi impegnativi, aumenta la fidu-cia in se stessi e nelle proprie capacità.
Recuperare contatto con il proprio corpo e tornare ad attività fisiche comple-te e “giustamente” intense è fondamentale per stare meglio e migliorare la qualità di vita.

Qui il video della intervista sul ruolo del Trainer Oncologico per Le Parole della salute, trasmissione condotta dalla giornalista Annalisa Manduca in onda su LA7:
Qui il video della intervista sul ruolo del Trainer Oncologico per TuttobeneTv, trasmissione condotta dalla giornalista Federica Mosconi in onda su Teleromagna, canale 14:
Periodizzazione del progetto Salute in Rosa©:
Il progetto di otto settimane si divide in quattro meso-cicli di due settimane l’uno con obiettivi prestabiliti.
Primo meso-ciclo: apprendimento del movimento “base” della camminata con i bastoncini e dell’utilizzo cor-retto del bastoncino. Conoscenza dei muscoli del corpo e del loro differente funzionamento. Approccio iniziale alla biomeccanica del passo e della coordinazione tra arti inferiori e superiori. Aumento resistenza muscolare, equilibrio e coordinazione.
Secondo meso-ciclo: esercitazioni sulla postura corretta e giusto sincronismo degli arti nella camminata con i bastoncini, esercitazioni di equilibrio statico e dinamico a coppie, miglioramento della coordinazione degli arti con esercizi specifici. Aumento resistenza muscolare ed inserimento esercizi di tonificazione leggera.
Terzo meso-ciclo: esercitazioni di equilibrio statico e dinamico, esercizi di manualità semplici con l’utilizzo di palline e funi svolti sia individualmente che a coppie, miglioramento della postura della camminata con i bastoncini, sviluppo della resistenza degli arti camminando con i bastoncini per un tempo maggiore. Au-mento resistenza muscolare ed inserimento esercizi di tonificazione di intensità progressivamente cre-scente. Prime salite di media intensità.
Quarto meso-ciclo: miglioramento equilibrio statico e dinamico con esercizi leggermente più impegnativi, esercitazioni sulla postura della camminata con i bastoncini e sincronismo arti, esercitazioni sul “ritmo” cioè precisione temporale dei movimenti, esercitazione di “differenziazione cinestesica” ovvero la capacità di eseguire movimenti precisi ed efficaci. Salite progressivamente più impegnative in base al miglioramen-to soggettivo. Esercizi di tonificazione di intensità crescente.

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